Impianti di climatizzazione: la sicurezza nelle attività di sanificazione



Se con il termine “sanificazione” si intende generalmente un’attività che ha l’obiettivo di a rendere “sano” un oggetto o una superficie, nel caso degli impianti di climatizzazione la sanificazione presuppone:

la pulizia: rimozione meccanica del particolato depositato all’interno delle condotte o sulle superfici;

la disinfezione: successivo trattamento con appositi prodotti disinfettanti.

E segnalando che per queste attività si utilizzano varie sostanze chimiche (detergenti anionici biodegradabili, soluzioni perossidiche, acido peracetico, sali di ammonio quaternario, …), il personale addetto alla sanificazione di un impianto deve essere adeguatamente formato sulle procedure da adottare e sui relativi rischi per la salute e la sicurezza.

Durante le operazioni di sanificazione è necessario mettere in atto misure idonee a prevenire la contaminazione degli ambienti, i fenomeni di cross contaminazione e l’esposizione delle persone presenti. Tali misure dovranno essere scelte in funzione del tipo di edificio servito dall’impianto (sanitario, commerciale, ricettivo ecc.) e dello stato igienico rilevato durante l’ispezione tecnica”.

Inoltre in funzione dello specifico rischio di esposizione a polveri, fibre o agenti chimici e biologici pericolosi “dovranno essere previste misure di prevenzione e protezione più o meno cautelative”. Senza dimenticare che “tutti i prodotti chimici utilizzati devono essere dotati di Scheda di sicurezza e questa deve essere a disposizione in cantiere.


Rischi e alcune indicazioni per ogni specifica attività di bonifica:

le operazioni di bonifica dell’Unità di trattamento aria (UTA) “devono essere sempre effettuate a impianto spento. E per evitare il rischio di accensione accidentale è necessario indicare, in prossimità dell’interruttore, il divieto di accensione o, se possibile, applicare un lucchetto.

Inoltre è indispensabile, al fine di prevenire l’esposizione a sostanze chimiche tossiche e ad agenti biologici patogeni, indossare i previsti DPI in accordo con le norme sulla sicurezza del lavoro.

Questi i rischi individuati per l'attività di pulizia dell'UTA:

polveri e fibre;

utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti;

rischio elettrico;

rischio biologico;

rischio chimico;

ergonomia e movimentazione manuale dei carichi.

Anche la bonifica delle condotte di distribuzione dell’aria deve essere sempre effettuata a impianto spento.

Inoltre affinché possano essere adottare idonee misure di protezione collettiva che prevengano l’esposizione delle persone presenti, la cross contaminazione e la contaminazione ambientale è opportuno programmare la bonifica operando su parti dell’impianto isolate e trattate separatamente. Una volta individuato il tratto di condotta sul quale operare, questo deve essere isolato e sigillato adottando le misure di contenimento previste nel progetto di bonifica secondo l’entità dei rischi rilevati.

Durante la rimozione meccanica del particolato e dei depositi dalle superfici interne, questi devono essere aspirati, trattenuti e adeguatamente smaltiti;

la disinfezione delle superfici interne delle condotte con prodotti disinfettanti deve essere effettuata seguendo le indicazioni di utilizzo e le precauzioni d’impiego riportate sull’etichetta e sulla scheda;

i disinfettanti utilizzati devono essere selezionati tenendo conto del tipo di superficie da trattare, delle possibili interazioni con altre sostanze, della volatilità e della tossicità.

Questi i rischi individuati per l'attività di pulizia delle condotte:

lavoro in altezza e caduta di materiali/oggetti dall’alto;

polveri e fibre;

utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti;

rischio elettrico;

rischio biologico;

rischio chimico;

rischio da rumore;

ergonomia e movimentazione manuale dei carichi.

Si segnala che all’interno degli impianti di condizionamento possono essere presenti degli apparati, definiti ‘componenti di linea’, installati lungo le condotte di distribuzione ai quali è necessario prestare particolare attenzione durante la bonifica. La disinfezione dei componenti di linea deve essere svolta contestualmente alla disinfezione delle condotte.

Questi i rischi individuati per l'attività di pulizia dei componenti di linea:

lavoro in altezza e caduta di materiali/oggetti dall’alto;

polveri e fibre;

utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti;

rischio elettrico;

rischio biologico;

rischio chimico;

ergonomia e movimentazione manuale dei carichi.

Anche i terminali aeraulici, se possibile, devono essere smontati, portati in un luogo idoneo, puliti in ogni loro parte e disinfettati. La pulizia di questi apparati può essere svolta anche con l’utilizzo di appositi prodotti chimici che non lascino residui prestando particolare attenzione al risciacquo e all’asciugatura.

Questi i rischi individuati per l'attività di pulizia dei terminali aeraulici:

lavoro in altezza e caduta di materiali/oggetti dall’alto;

utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti;

polveri e fibre;

rischio biologico;

rischio chimico.

Si segnala che le operazioni di bonifica delle Unità Locali devono essere sempre effettuate a dispositivo spento.

E i rischi individuati per l'attività di pulizia delle unità locali sono:

polveri e fibre;

utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti;

rischio elettrico;

rischio biologico;

rischio chimico.

I dispositivi di protezione individuale che possono essere utilizzati nella pulizia e sanificazione dei terminali aeraulici sono scarpe antiscivolo, scarpe con puntale rinforzato, sistemi anticaduta, guanti rischio meccanico, respiratore monouso, facciale filtrante anti gas, guanti di nitrile.

Invece alcuni DPI utilizzabili per la pulizia e sanificazione delle unità locali sono il respiratore monouso, guanti rischio meccanico, guanti dielettrici, facciale filtrante antigas, guanti di nitrile.

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